Saremo o saremmo: come si scrive?

Anche se spesso confuse e utilizzate in maniera non corretta, “saremmo” e “saremo” sono due coniugazioni diverse dello stesso verbo, ossia il verbo Essere.

Dal momento che si tratta di due parole molto somiglianti tra loro, praticamente assonanti dato che è solo una consonante a differenziarle (la seconda emme in “saremmo”), può capitare di utilizzare erroneamente una al posto dell’altra, anche se sarebbe sufficiente saper coniugare i verbi nel modo giusto per non sbagliare. Infatti, ci sono situazioni in cui è necessario utilizzare la prima persona plurale del condizionale presente “saremmo”, e situazioni in cui c’è invece bisogno della prima persona plurale del futuro semplice, “saremo”.

Non è raro, purtroppo, imbattersi in simili errori o commetterli in prima persona, soprattutto nella forma scritta, dove l’errore risulta ancor più evidente rispetto alla forma parlata. È dunque giunto il momento di spiegare, per chi avesse dei dubbi in merito, che cosa significano “saremmo” e “saremo” e quando è bene ricorrere all’una o all’altra forma in base a ciò che si intende dire.

Quando è corretto utilizzare “saremmo”?

Ci sono casi in cui è d’obbligo utilizzare il condizionale nelle nostre frasi, come nei due esempi che stiamo per riportare. Questo tempo verbale si usa in presenza di un’ipotesi, in riferimento a un evento ancora incerto e futuro che potrebbe o meno verificarsi. La consecutio temporum, aggiungiamo, è sempre di fondamentale importanza.

Nella frase “se fossimo andati via prima adesso saremmo già a casa” non esiste ancora una certezza.

“Saremmo” va utilizzato anche nel caso in cui ci ponessimo una domanda, relativa a un ipotetico e irrealizzato futuro, come “se avessimo studiato di più, adesso saremmo stati promossi?”.

In moltissimi hanno problemi con questo tipo di frasi.

Quando è corretto utilizzare “saremo”?

Concentriamoci adesso su “saremo”, indicativo futuro semplice, e quando è il caso di utilizzarlo al posto del condizionale “Saremmo”. La questione è leggermente più facile, perché va impiegato per esprimere una certezza.

Stiamo infatti parlando di un futuro sicuro, che si realizzerà, senza dubbi o esitazioni. Nella frase che utilizziamo come esempio, “tra dieci minuti saremo a casa”, ci riferiamo infatti a qualcosa che avverrà sicuramente in un preciso arco di tempo, e non a una semplice ipotesi.

È quindi in questo modo che va utilizzato “saremo”: in presenza di una certezza praticamente assoluta, o molto probabile, da esprimere attraverso una frase in italiano.

Considerazioni finali

Buffo come due parole così simili siano in grado di cambiare completamente il senso e l’intento di una frase, non trovate? Le differenze illustrate sono in realtà importantissime da conoscere per sapere quale delle due forme verbali adoperare, soprattutto per iscritto. A dirla tutta, sono fondamentali anche per la lingua parlata, anche se, data appunto la già descritta assonanza tra “saremmo” e “saremo”, un errore a voce potrebbe quasi passare inosservato.

Il nostro consiglio è quello di non dare mai per scontata e di non sottovalutate la grammatica italiana, per imparare a distinguere in che modo coniugare un determinato verbo a seconda del senso che vogliamo attribuire a una frase.