Si scrive sognamo o sogniamo?

La lingua italiana è tra le più difficili del mondo, estremamente articolata nella sua grammatica, con una marea di eccezioni, casi particolari, irregolarità e anche nella parte verbale possiede un numero di vocaboli tra i più alti rispetto alle altre lingue: molti sinonimi, tante parole che esprimono, in realtà, la stessa cosa ma con sfumature diverse e poi le famose doppie consonanti che fanno letteralmente impazzire i giovani studenti italiani e ancora di più gli stranieri che si accingono ad imparare la nostra lingua. Effettivamente alla semplice domanda sul perché e quando si usa una doppia, non è facile dare risposta. Altrettanto banale per un italiano è l’uso di “Gn” ma questa semplice particella fa impazzire gli stranieri, pronunciare correttamente “Gnomo” per una persona non italiana è una vera impresa, ancora di più scriverla.

La grammatica, come detto, è tra le più complicate del mondo e la maggior parte degli italiani cade su di essa: congiuntivi, condizionali, trapassati, insomma, per la maggior parte degli italiani restano un mistero e anche parecchie persone pur parecchio istruite fanno molti passi falsi sulla grammatica, finendo  su strafalcioni che così spesso vengono evidenziati i certe trasmissioni satiriche, mostrandoci fior di politici o giornalisti e altri personaggi noti che cadono miseramente sotto le insidie della grammatica italiana.

Le eccezioni della lingua italiana

Sono diverse le insidie della lingua italiana, acquistare vuole la “cq” mentre aquila soltanto la “q” scienziato vuole la “i” dopo sc mentre scendere la i non la può vedere e peraltro ci si aiuta anche con filastrocche o con semplici regolette, come il condizionale “se” che vuole il verbo con due “S”, ad esempio, “se potesse” mentre in tanti fanno il grave errore di dire “se potrebbe”. In grammatica una semplice filastrocca aiuta a ricordare che “gna, gne, gno, gnu la i non voglion più”, così ci aiutiamo a ricordare che gnomo e castagna si scrivono senza la “i” ma anche su questo esistono eccezioni che minano le nostre certezze, facendoci vacillare di fronte ad altre parole che si ribellano alle regole.

Facciamo particolarmente riferimento alla parola compagna che si riferisce ad una persona che ci sta accanto mentre la stessa parola, questa volta con la “i”, compagnia, oltre a differenziarsi per l’accento che cade sull’ultima sillaba, si differenzia per il significato, assumendo quello di una cerchia di persone o, in termine militaresco, un insieme di uomini sotto un comando.

L’eccezione dei verbi

Partendo dal titolo del nostro articolo ovvero il dubbio sul termine sognamo o sogniamo, per dare una risposta compiuta al dubbio, occorre puntualizzare che nel caso della prima e seconda persona plurale nel congiuntivo presente dei verbi che hanno desinenza -gnare, -gnere, -gnire (es che noi bagniamo) e nella prima persona plurale dell’indicativo presente (ad esempio Sogniamo), la regola fa eccezione e la i ci vuole eccome se non vuoi fare errori grammaticali. Dunque, infine, sogniamo e non sognamo se non vuoi una correzione con la matita rossa e un voto in meno.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *