Decebalo, ultimo re dei daci

Decebalo fu l’ultimo sovrano del popolo dei Daci vissuto nel I secolo, il cui regno durò dall’87 al 106 d.C. Uomo di grandi virtù e abile stratega, Decebalo è stato degno del nome che portava, il cui significato era potente e forte come dieci uomini. La Dacia era, nel periodo seguente la morte del re Burebista, suddivisa in cinque piccoli stati e fu con l’intervento del re Duras-Durpaneo, zio di Decebalo, che fu fondata la nuova capitale nella città di Sarmizegetusa Regia.

Ne seguì la creazione di un valoroso esercito, improntato sullo stile di quello romano, che nell’85 d.C. invase la provincia della Mesia e il suo territorio romano oltre il Danubio riuscendo a battere il pro console Gaio Appio Sabino. A quel punto i romani capitanati da Domiziano reagirono entrando nella Dacia ma nell’86 d.C. subirono una grande sconfitta. Da qui in poi Decebalo eredita il potere dalle mani dello zio ed entra in scena come sovrano.

Ultimo re dei Daci

Decebalo fu un grande condottiero e un abile comandante militare, intelligente e molto capace soprattutto negli scontri campali e nelle imboscate. Nell’88 d.C. fu sconfitto dal governatore della Mesia, Tettio Giuliano, ma l’imperatore Domiziano scelse di instaurare rapporti più pacifici in quella parte dell’impero per evitare continui scontri. Fu così per diversi anni un periodo buono per Decebalo e le sue genti che continuarono ad avere le proprie terre.

Il sovrano ebbe anche un corrispettivo in denaro, con il solo vincolo di essere “re cliente dei Romani”. Tutto cambiò nel 101 d.C. con l’avvento dell’imperatore Traiano che invase la Dacia con il comandante Quieto. L’esercito romano era molto più forte rispetto a quello dei Daci e Decebalo sapeva di non avere possibilità di vittoria. Fu così che si arrese accettando di continuare ad avere le terre ma non più un esercito valoroso. Ma la sua nuova condizione non durò a lungo. Dopo soli due anni, nel 105 d.C. attaccò la Mesia e venne nuovamente sconfitto da Traiano vicino a Sarmizegetusa.

Decebalo decise di togliersi la vita e si suicidò, a quanto riferito dagli storici, tagliandosi la gola con un pugnale ricurvo. Si narra che la sua testa fu esposta come un trofeo in mezzo ai soldati e poi portata a Roma come simbolo del successo di Traiano. Nella capitale Sarmigetusa fu fondata la colonia di Ulpia Traiana e tutta la Dacia diventò una provincia romana.

Rappresentazioni

Di Decebalo c’è la rappresentazione sulla Colonna di Traiano che riporta le sembianze del valoroso capo dei Daci. E’ proposto come un uomo di media statura, con barba, baffi e capelli corti. Lo sguardo è intenso e il volto presenta lineamenti ben marcati con zigomi alti, labbra carnose e bocca grande. Anche le sopracciglia sono ben disegnate e molto folte ad incorniciare lo sguardo fiero di un uomo forte e sicuro.

Un altro tributo a Decebalo è la scultura gigantesca scavata nella roccia che nel 1998 è stata realizzata a Orsova, sulle rive del Danubio. Si tratta di una statua che lo raffigura alta ben 40 metri.