Va Bene o Vabbene: come si scrive?

Basta, a volte, soltanto scrivere le parole su cui si ha qualche dubbio rispetto alla forma corretta sul computer: il correttore automatico indica immediatamente un eventuale errore. Questo è il caso anche di “Vabbene”, provare per credere…

Fonetica e ortografia

Spesso accade che nella parlata corrente si pronuncino alcune parole in modo diverso da come le scriviamo. la lingua italiana è complicata, molte persone anche di una certa istruzione, politici, giornalisti e molti altri, spasso cadono sull’italiano.

I condizionali sono la bestia nera di tanti, parecchi cadono su questi verbi ma capita anche sovente che la pronuncia, la fonetica, risenta dell’origine della persona anche se poi, a livello scritto, le parole vengono correttamente scritte.

Questa è la differenza tra fonetica e ortografia: nel caso specifico “Va bene o Vabbene”, si realizza a livello fonetico un raddoppio fonosintattico che porta a pronunciare Vabbene oppure trasformando il corretto “A Casa” in Accasa.

Come è giusto?

Il fenomeno del raddoppio fonosintattico si riscontra spesso nella parlata toscana e in quella di popolazioni del Sud Italia. Teniamo conto che la parlata volgare ha avuto origine a Firenze e che la parlata toscana è da molti ritenuta l’italiano corretto per eccellenza.

Detto questo, possiamo osare dire che la pronuncia “Vabbene ” è sbagliata? Qui si trova la differenza tra Fonetica e ortografia: Nella parlata corrente pronunciare Vabbene non è sbagliato mentre nell’ortografia la separazione è d’obbligo.

Un approccio diverso

Per capire quale delle due forme sia corretta, possiamo partire dall’analisi delle parole; Ci troviamo di fronte ad un verbo, “Va” che è voce del verbo andare, terza persona singolare, con il soggetto sottinteso, e l’avverbio “Bene”. Si tratta di due elementi grammaticali separati.

Non trova giustificazione, quindi, l’unione delle due parole che rappresentano una frase completa, di fatto, e non un’unica parola.

Il problema delle doppie

La locuzione “va bene” non è l’unico esempio di differenza tra fonetica e ortografia. Se ascoltiamo un veneto mentre parla noteremo che le doppie per lui non esistono, mentre quasi certamente noteremo che nella forma scritta le doppie ci sono correttamente.

Infine, possiamo considerare che alcune locuzioni sono corrette nella fonetica, nella parlata che tende a rendere fluido l’eloquio ma nella forma scritta, nell’ortografia le cose cambiano, non serve la fluidità della parlata ma la correttezza dell’ortografia.

Possiamo, quindi concludere che il raddoppio fonosintattico si può considerare corretto nella parlata ma non assolutamente nell’ortografia. Se vuoi, se ti viene bene, pronuncia pure “Vabbene” ma, mi raccomando, se lo scrivi separa assolutamente in Va Bene.